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Antonio Agnello

Antonio Agnello


Inizia a suonare la chitarra da autodidatta e dopo anni di esperienze con svariati gruppi musicali intraprende gli studi della chitarra classica, diplomandosi 5 anni dopo presso il Conservatorio di Avellino. Nel 2010 inizia a scrivere canzoni e poco dopo le raggruppa in un progetto live intitolato "Non Solo Ironico", di cui è stato autore, compositore e musicista.

Dopo un paio d'anni di concerti in duo e in trio (chitarra e voce, contrabbasso e percussioni)  nel 2014 vince il premio della critica al "time music festival" di Montagnareale (ME) con gli inediti "I Mediterronei”, "Non solo ironico" e un ri-arrangiamento della canzone "E penso a te" di Mogol. Nello stesso anno arriva in finale al concorso di Musica Controcorrente . Nel corso del 2015 riprende a lavorare sui suoi inediti e decide di inciderli presso il Fourth Mile Studio di Roma. Il suo primo album, “Vecchia biro”, uscirà all’inizio del 2017.  

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"Fumare uccide" live.


05/03/2018, 18:13



NO-NAME,-la-strage-delle-operaie-della-Triangle-Waist-Company-nel-nuovo-singolo-di-FRANCESCA-INCUDINE


 



Chiuse a chiave nella fabbrica delle "camicette bianche", costrette a lanciarsi dalle finestre per scampare ad un incendio: erano immigrate italiane ed ebree

Il brano esce oggi 5 marzo, a ridosso della Giornata mondiale della donna, accompagnato da un delicato video che porta la firma di Emanuele Torre: 

https://www.youtube.com/watch?v=VjwFwmFhFiE


"Non erano balle preziose di stoffa quelle che i passanti videro volare dall’Asch Building. Erano i corpi delle operaie della Triangle Waist Company. Cadevano giù a decine, alcune con i vestiti e i capelli in fiamme. Dissero che somigliavano alle comete". (Da "Camicette Bianche" di Ester Rizzo)
Era il 25 marzo del 1911 quando 146 operai, di cui 129 donne, rimasero uccisi nell’incendio della Triangle Waist Company di New York, la fabbrica delle "shirtwaist", le camicette bianche di moda tra le signore dell’alta borghesia. A perdere la vita soprattutto immigrate ebree e italiane, gran parte provenienti dalla Sicilia, molte delle quali fin troppo giovani. Bambine di 12-13 anni sottoposte a turni di lavoro di quattordici ore al giorno per sei dollari alla settimana. A questa vicenda è dedicato NO NAME, il primo singolo della cantautrice siciliana FRANCESCA INCUDINE che non a caso esce il 5 marzo, nella settimana della Giornata della donna. Il brano anticipa l’uscita del suo secondo album, TARAKÈ, prevista per il 19 marzo (etichetta: Isola Tobia Label).
Il brano esce accompagnato da un video che porta la firma di Emanuele Torre che è riuscito con le immagini a rendere ancor più delicato questo racconto in musica di Francesca Incudine e Mariangela Vacanti, così rispettoso e sussurrato.
Ispirato al libro di Ester Rizzo "Camicette Bianche, oltre l’8 marzo", questo brano raccoglie immagini, numeri, volti senza nomi di tante donne che affidarono le loro vite e le loro speranze ad una nave e alle acque di un oceano e in un attimo divorate dalle fiamme. Chiuse a chiave in una stanza dai padroni della fabbrica, per paura che rubassero o prendessero troppe pause, si lanciarono dalle finestre - come unica via d’uscita - per scampare alle fiamme.
📷CHI E’ FRANCESCA INCUDINE
Francesca Incudine, cantautrice siciliana classe ’87. Si appassiona all’età di 13 anni ai tamburi a cornice. Proprio in quegli anni comincia a studiare le percussioni e il canto per iniziare un percorso di formazione artistica che la porta verso la musica folk di radice popolare che spazia fino alla world music. È proprio su questo campo che da qualche anno ha intrapreso anche la strada della canzone d’autore, scrivendo e componendo in siciliano. Nel 2010 partecipa con la Compagnia Triskele, al premio per la World music Andrea Parodi dove vince con il brano "Fimmini" di cui è autrice del testo. Nel 2013 al Premio Parodi ritorna da solista e il suo "Iettavuci" fa incetta di riconoscimenti: premio della critica, premio miglior testo, premio migliore musica e premio dei bambini. E’ ancora del 2013 l’esperienza della 7.luas.mythos.orchestra, progetto artistico della fondazione Sète Sòis Sète Luas di Marco Abbondanza, sotto la direzione del portoghese Andrè Santos, che la vede impegnata in tour nazionale e internazionale, tra il Portogallo, l’Italia, la Francia, la Grecia, il Brasile insieme ad artisti di nazionalità diverse. Da Milano invece arriva un importante riconoscimento nell’ambito del concorso per cantautori "L’artista che non c’era", dove conquista il Primo Premio e il Premio Speciale Muovi la Musica. Nel 2015 partecipa agli eventi artistici di Expo a Milano con due spettacoli musicali: "Il casellante" di Andrea Cammileri e "DiVentoTerra". Nel 2016, al Premio InCanto, contest di uno dei più prestigiosi club Romani, L’Asino che Vola, vince il premio della critica "Piero Calabrese", premio Migliore performance, premio Indiegeno Fest e l’accesso in finale al premio Musica Controcorrente. Nello stesso anno sbanca anche al Premio Botteghe d’Autore ad Albanella (SA) conquistando, oltre al premio assoluto, anche una menzione come miglior arrangiamento con il brano inedito "Linzolu di Mari". Ad ottobre, infine, si aggiudica il premio Musica Controcorrente, ricevendo una menzione anche per la rivisitazione del brano "Lazzari felici" di Pino Daniele.
CREDITI "NO NAME" Testo: F. Incudine - M. Vacanti - Musica: F. Incudine - M. Tumminello
Francesca Incudine, voce Manfredi Tumminello, chitarre Carmelo Colajanni, duduk Raffaele Pullara, plettri Salvo Compagno, percussioni Lorenza Denaro, voce recitante
CREDITI VIDEO
Produzione Artistica: Isola Tobia Label Regia: Emanuele Torre Protagonista: Francesca Incudine Trucco: Marilisa Ferrisi Scenografia: Noel Salir Lai
Ringraziamenti particolari:
Il libro "Camicette bianche. Oltre l’8 marzo" di Ester Rizzo, Navarra Editore per l’introduzione del brano
Kheel Center, Cornell University http://www.ilr.cornell.edu/trianglefire/ per la concessione delle immagini


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