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Marlò

Marlò


all’anagrafe Federica Di Marcello, nasce a Pescara nel 1990.
Inizia giovanissima dapprima lo studio del pianoforte, per poi scegliere lo studio del canto. Si trasferisce a Milano dove frequenta il CPM (Centro Professione Musica) di Franco Mussida.

Studia canto e backing vocals con Tommaso Ferrarese, canto soul e jazz con Maria Patti.

Frequenta il corso intensivo L’artista cantante con la vocal coach Mary Setrakian, incentrato sul metodo dell’Actor Studios.

Nel 2011 si esibisce in Piazza Duomo a Milano con un brano inedito durante l’evento “Giornata dei mestieri e delle eccellenze”.

È tra le protagonista di Una serata con Lucio in memoria di Lucio Dalla, spettacolo tenutosi al Teatro Barrio’s con la partecipazione del maestro Renato Sellani.

È voce solista del trio Marlò acoustic Trio.

Nel 2014 è tra i 16 finalisti della 25^ edizione di Musicultura con il brano La donna di scorta, inserito nella compilation del concorso.

Sempre nel 2014 è tra i 9 finalisti della 19^ edizione del Premio Lunezia con il brano La mente mente, tra le 11 cantautrici donne finaliste del Premio Bianca D'Aponte con il brano Il pozzo nell'anima ed è tra gli artisti selezionati dal Club Tenco per esibirsi all'interno del Tenco Ascolta.

Nel 2014 è tra i finalisti di Area Sanremo con Tu che canti piano.

Nel 2015 è ospite del programma Barone Rosso di Red Ronnie.

E’ tra i protagonisti della rassegna Milano per Gaber, organizzata dalla Fondazione Gaber e tenutasi al Piccolo Teatro Grassi.

E’ finalista del premio Botteghe D’autore con il brano Il pozzo nell’anima, aggiudicandosi il premio per la migliore interpretazione.

Nel 2015 è nuovamente tra i 40 finalisti di Area Sanremo.

Nel 2016 riceve una menzione all'interno del  premio InediTo Colline Di Torino assegnata al valore letterario del brano "La Donna Di Scorta"; verrà selezionata dal premio stesso per partecipare alla festa della Musica Di Mantova insieme ad altri 1000 giovani artisti.


Il 13 maggio 2016 è uscito il  suo disco d'esordio: INTRO, anticipato dal singolo L’ultima notte sulla terra.

A settembre 2016 Intro, viene candidato alla Targa Tenco come miglior opera prima.

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22/06/2018, 12:01



“I’M-READY-TO-GO”,-l’estate-rock-dei-CAPOLINEA-24


 È questa l’estate rock dei Capolinea 24, che escono il 21 giugno con il loro primo singolo “I’m ready to go”, brano in lingua inglese che strizza l’occhio al Southern rock anni ’80.



«Gli occhi azzurri, come il cielo di un’estate americana, sono puntati sulla strada e sul deserto che pare essere infinito. Con un gesto si toglie sabbia e sudore dalla fronte, mentre preme sempre di più l’acceleratore del suo fuoristrada. Una nube di polvere si alza dietro di lei. È l’inizio del suo viaggio, mossa da un fuoco che le brucia dentro e non si spegnerà mai: ogni meta raggiunta sarà solo un altro punto di partenza.»  
 
È questa l’estate rock dei Capolinea 24, che escono il 21 giugno con il loro primo singolo "I’m ready to go", brano in lingua inglese che strizza l’occhio al Southern rock anni ’80. 
Il singolo anticipa il primo album "Lost in Tales", nove brani inediti dei quali sono autori e compositori, in uscita il prossimo autunno con Isola Tobia Label.
 
I Capolinea 24, nati inizialmente come duo acustico dall’incontro tra Erica Molinari (voce) e Angelo Mazzeo (chitarre), trovano una nuova dimensione artistica grazie alla collaborazione con altri musicisti, Pietro Maestri (batteria) e Christian Milone (basso), che hanno saputo tradurre in musica le loro idee.
 
Il videoclip del singolo, realizzato con la sapiente regia di Emanuele Torre, è ambientato in una terra onirica, sfondo del viaggio della protagonista: i riff volutamente catchy di chitarra e il ritmo incalzante di batteria e basso la accompagnano tra paesaggi assolati, corse in fuoristrada e antiche rovine.
 
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CREDITS

"I’m ready to go"
by Capolinea 24
Written by Erica Molinari e Angelo Mazzeo
 
Erica Molinari: Voce e cori
Angelo Mazzeo: Chitarre
Christian Milone: Basso
Pietro Maestri: Batteria
 
Prodotto, arrangiato, mixato e masterizzato al PFL Studio di Provini Federico Lastrica di Cava Manara (PV).
 
Videoclip realizzato da Emanuele Torre per Isola Tobia Label.
  
INFO
 
Instagram: @capolinea24

27/04/2018, 11:40



DISINCANTO,-IL-NUOVO-VIDEO-DI-hUMANOALIENO.-Firmato-dal-regista-Antonio-Zannone


 Anche gli amori più grandi finiscono e ogni tentativo di farli rivivere è spesso inutile e a tratti patetico. DISINCANTO è il nuovo singolo di hUMANOALIENO che fa parte dell’album ”hUMANOALIENO 2”, canzoni d’amore e di lotta, uscito il 20 aprile.



Se si chiede a Macs Villucci di spiegare l’origine di questo nome lui risponde così: "Umano per necessità e alieno per scelta. Cerco, esploro, scandaglio ogni emozione alla scoperta dell’altro, dell’oltre e del diverso. Alieno per vocazione, la mia musica accompagna la continua ricerca all’interno di mondi diversi, fatti di follia e magia, speranze e illusioni, nella vita e nella morte, nell’amicizia e nell’amore, nella solitudine e nella socialità per cantare disagio, gioie, avventure e rischi. Come hUMANOALIENO nasco così, dal volere nudo e puro un contatto con l’alterità che sia condizione accettata, imposta, voluta".

Il brano DISINCANTO esce accompagnato dal video del regista Antonio Zannone che vede nel ruolo di protagonista l’attrice Rossella Di Lucca, insieme a Elvira Pinto, Alberto D’Ari, Maurizio Conte e Alfredo Iannelli. La scenografia è a cura di Gabriella Fabozzi. Il montaggio è stato realizzato da Valeria Biclungo.

Disincanto è stato registrato presso lo Studio12 di Fabio e Giovanni Di Fusco, Falciano del Massico (CE). 
Mixato e masterizzato da Cristiano Santini presso il Morphing Studio di Bologna.
Suonato da:
Macs Villucci - voce & chitarra,
Maurizio Conte - batteria
Alfredo Iannelli - piano & mellotron
Emilio Silva Bedmar - sax

hUMANOALIENO (Macs Villucci) nasce in provincia di Caserta come band, da un’idea del frontman Macs Villucci, nell’ormai lontano 2005 ma si scioglie nel 2015. Dopo 2 anni di pausa, Villucci decide di riprendere in mano il suo progetto, questa volta da solista, e decide di conservare il nome. Riprende le idee accantonate da tempo e dà vita al nuovo album dal titolo hUMANOALIENO2, uscito il 20 aprile scorso per Isola Tobia label. La band, negli anni di attività, ha vinto numerosi premi. Stimata dal pubblico e dalla critica al DUEL BEAT di NAPOLI ha aperto il concerto dei DIAFRAMMA e al NEAPOLIS FESTIVAL, sul RED BULL Bus, quello di PATTI SMITH.
21/04/2018, 17:16

humanoalieno, humanoalieno 2, macs villucci



ESCE-“hUMANOALIENO-2”-


 Album di canzoni d’amore e di lotte; chitarre graffianti e retaggi new wave.



 C’è una filosofia ben precisa alla base del secondo album di hUMANOALIENO (al secolo Macs Villuci), intitolato semplicemente "hUMANOALIENO 2" (Isola Tobia Label), e che si può riassumere così: "La diversità declinata da occhi non conformati, che può diventare alienazione se il panico prende il sopravvento". È un punto di vista che anima tutte le undici canzoni del disco, che esce oggi per Isola Tobia Label. Canzoni che hanno in comune "l’immagine di questa condizione paradossale, di una civiltà che si pretende completamente nota, che è invece stereotipata dai ritmi dettati dall’economia, in cui la diversità stenta ad emergere e viene sbattuta in prima pagina solo per essere esorcizzata". Musicalmente l’album è caratterizzato da chitarre graffianti quanto basta per potersi dire rock, tastiere presenti in omaggio ai retaggi new wave e una sezione ritmica incalzante. Sono, quelle di Villuci, canzoni d’amore e di lotta, immediate nella loro semplicità, dove l’ambivalenza tra uomo e alieno si fa strada nei testi. 

A volte ha la meglio l’umano, come in Gramsci, L’Elastico o Se io lavoro (cover del pezzo de Le Orme, band di riferimento per l’autore); canzoni politiche, condite da un’amara ironia, con le quali hUMANOALIENO mette sul banco degli imputati le scelte dei governi succedutisi in questi anni in Italia. Il tema ricorrente sembra essere l’indifferenza che caratterizza il fare umano. Gramsci col suo "Odio gli indifferenti" sembra essere uno dei pochi baluardi del pensiero libero, antidoto alla mancanza di umanismo che caratterizza la nostra epoca. L’incapacità di scegliere è il tema de L’elastico ("Siamo fatti un po’ così, ma tu sei fatto un po’ di più. Dici: ’Son tutti uguali, tutti rubano!’. Ma tu non scegli mai!"), nel quale si ipotizza la creazione di un movimento spiccatamente populista, che parla alla pancia degli elettori (Noncuranza Attiva), con un proprio inno: Inno italieno, che provocatoriamente apre il disco. Addirittura, il menefreghismo si fa strada in Non siamo soli, classico spaccato dei giorni nostri, in cui il protagonista è allergico a tutto quello che potrebbe minare la sua condizione di privilegiato ("Odio gli uragani, mi spettinano..."), nell’illusione che questa possa durare per sempre. Ma anche il tema dell’amore è fortemente presente in questo lavoro. In Disincanto l’amore ferito tenta di rialzarsi, ma invano ("Credimi, oggi guarda a un altro dio, un cliché che non sia il mio"). In Latex, i protagonisti si illudono di ingannare la morte; il sesso diventa una sorta di dipendenza, classico divertissement per non pensare ("Come recita quel film in cui non c’è più nessuno al mondo. Come faremo a stare soli io e te e a sconfiggere la morte, baby" ). E’ il tempo che passa che ci rende umani, che ci cambia in maniera inesorabile: questo è il tema di Sembianze, insieme all’amore, questa volta, per se stessi, messo a dura prova dalle delusioni della vita ("Intensa quando vuoi, di rimirarti sazia, il tempo poi ti cambierà"). Ancora l’amore è presente in Ombrenere, ora declinato dal versante femminile, dedicato a tutte le donne che attendono i loro uomini, nella speranza che la guerra non li sfiguri a tal punto da renderli irriconoscibili ("Le mie ali e le tue non ci reggono più. Mi spegnerò, ti spegnerai? Non è difficile").

Altre volte a spuntarla è l’alieno, come in Ballad of Spring (unica canzone in inglese del disco), grido di dolore di H148, il protagonista assoluto del primo album di Humanoalieno, ormai umanizzatosi definitivamente. Ballad of Spring narra dell’emergenza inquinamento che rischia di ferire a morte il nostro bellissimo pianeta ("When the sun of awaited season, just warm, will rehearse, your spring will taste of life, so clean") e L’astronave, dove la fuga è un misto tra desiderio e vie senza uscita, dove la differenza tra umano e alieno svanisce in virtù del primato dell’esistenza e della verità di ogni singola vita, che è principalmente ricerca di senso ("Il senso delle cose è più vicino e, quando si fa sera, il superfluo mi appare lontano"). Per un mosaico così vario di situazioni, il suono non poteva che essere il trait d’union, il punto d’incontro tra le diverse sensibilità dei numerosi musicisti che hanno partecipato alla realizzazione di questo disco. Molti di loro (Paolo Scotti alla batteria, Franz Miele al basso, Alberto D’Ari alle tastiere, Enrico Sciaudone alle chitarre) hanno collaborato con Macs Villucci in questi anni, altri (Emilio Silva Bedmar e Gianluca Varone al sax, Maurizio Conte alla batteria, Claudio Borrelli alle chitarre, Lino Muoio al mandolino, Alfredo Iannelli al piano e alla batteria, Antonio Perillo e Angelo Apicerni alle percussioni) sono delle vere e proprie new-entry nella vita artistica dell’autore. Al compito fondamentale di dare uniformità al disco, ancora una volta, ha pensato la competenza del produttore artistico Cristiano Santini (Disciplinatha, Consorzio Produttori Indipendenti, Dischi del Mulo), che ha reso più omogenee le sonorità delle undici tracce per offrire un marchio di fabbrica, un suono hUMANOALIENO, pregnante, incisivo ed essenziale. 

hUMANOALIENO nasce in provincia di Caserta come band, da un’idea del frontman Macs Villucci, nell’ormai lontano 2005 ma si scioglie nel 2015. Dopo 2 anni di pausa, Villucci decide di riprendere in mano il suo progetto, questa volta da solista, e decide di conservare il nome. Riprende le idee accantonate da tempo e dà vita al nuovo album dal titolo hUMANOALIENO 2, in uscita oggi 20 aprile. La band, negli anni di attività, ha vinto numerosi premi. Stimata dal pubblico e dalla critica al DUEL BEAT di NAPOLI ha aperto il concerto dei DIAFRAMMA e al NEAPOLIS FESTIVAL, sul RED BULL Bus, quello di PATTI SMITH. 

CREDITI ALBUM  
Produced by Humanoalieno  
Mixed & Mastered by Cristiano Santini  
At Morphing Studio - Bologna (Italy)  
Recorded by Fabio & Giovanni di Fusco  
Ad Studio12 - Falciano del Massico (CE) (Italy)  
Artwork by Enrico Sciaudone  

Inno Italieno (G.Mameli - A.Aleksandrov)  
Da un’idea di Franz Miele  
Piano: Michele Finelli  
Cori: Alberto D’Ari, Franz Miele, Enrico Sciaudone, Macs Villucci 

Gramsci (M.M. Villucci)  
Batteria: Paolo Scotti  
Basso: Franz Miele  
Chitarra Elettrica: Enrico Sciaudone  
Tastiere: Alberto D’ari 
Percussioni: Angelo Apicerni 

L’elastico  
Batteria: Paolo Scotti  
Basso: Franz Miele 
Chitarra Elettrica: Enrico Sciaudone  
Chitarra Acustica: Cristiano Santini  
Tastiere: Alberto D’Ari e Franz Miele  

Non siamo soli (M.M. Villucci)  
Tastiere: Alberto D’Ari  
Sonorizzazioni e campionamenti: Macs Villucci  

Ballad of Spring (M.M. Villucci)  
Batteria: Paolo Scotti  
Basso: Franz Miele  
Chitarra Acustica e Mandolino: Lino Muoio  
Tastiere: Alberto D’Ari  

Sembianze  
Batteria: Paolo Scotti  
Basso: Franz Miele  
Chitarra elettrica e acustica: Claudio Borrelli  
Tastiere: Alberto D’Ari  
Percussioni: Antonio Perrillo  

Disincanto (M.M.Villucci)  
Batteria: Maurizio Conte  
Chitarra elettrica: Macs Villucci 
Piano e mellotron: Alfredo Iannelli  
Sax: Emilio Silva Bedmar  

Latex  
Batteria: Alfredo Iannelli  
Basso, chitarra elettrica e tastiere 

Ombrenere (M.M. Villucci)  
Batteria: Paolo Scotti  
Tastiere: Alberto D’Ari e Macs Villucci  

Se io lavoro (M.M. Villucci)  
Batteria: Paolo Scotti  
Basso: Franz Miele  
Chitarra elettrica: Enrico Sciaudone  
Tastiere: Alberto d’Ari  

L’astronave (M.M. Villucci)  
Batteria: Paolo Scotti  
Basso: Franz Miele  
Chitarra elettrica e acustica: Macs Villucci  
Tastiere: Alberto D’Ari Sax: Gianluca Varone 


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